In occasione dell’uscita del suo prossimo romanzo “La Regina Irriverente”, che sarà nelle librerie a partire dall’8 maggio, la scrittrice Carla Maria Russo ha accettato di rilasciare un’intervista ad Athina per farsi conoscere meglio dai lettori. Quindi: buona lettura!
Ci può dire brevemente chi è Carla Maria Russo?
Carla Maria Russo è innanzi tutto una lettrice appassionata, direi quasi fanatica, dall’età di sei anni. Divoro i libri e la lettura resta la mia passione fondamentale, più ancora della scrittura. Per il resto, sono sposata, ho due figlie grandi, sono stata insegnante di Italiano e Latino nel liceo classico, poi passata a una professione diversa.
Come è nata la sua passione per la scrittura?
In modo sorprendente e inatteso, e piuttosto avanti negli anni. Ha avuto origine dal mio vivo interesse per la ricerca storica, nel corso della quale mi sono imbattuta in storie umane così intense, attuali e appassionanti da desiderare di mantenerne traccia, anzi di farle rivivere. L’unico modo per raggiungere l’obiettivo mi è parso quello di provare a raccontarle, cercando di evocare e trasmettere ad altri le vibranti emozioni che io avevo provato.
Cosa l’ha spinta al passaggio dai libri per ragazzi ai romanzi storici?
Per la verità, è accaduto il contrario. Ho cominciato a scrivere libri per adulti e non pensavo affatto al mondo dei ragazzi. Poi mia figlia, che all’epoca aveva dodici anni e che era molto incuriosita da questa mia attività di scrittura, mi ha chiesto di farle leggere ciò che scrivevo, o meglio, di scrivere un romanzo adatto a lei. E così, in ventidue giorni (durante la vacanze estive) ho buttato giù d’impulso “Bartolomeo alla prima crociata”, una storiella divertente che le è piaciuta così tanto da persuadermi a presentarlo a una casa editrice, che l’ha accettato. La mia avventura con la scrittura è cominciata così. Sono seguiti altri due romanzi per ragazzi che ho scritto per divertimento, mentre continuavo a lavorare ai romanzi per adulti. Il secondo dei due, intitolato “Il mio amico Napoleone”, ho deciso di proporlo a Il Battello a vapore, casa editrice leader nella letteratura per ragazzi, che l’ha accettato. A quel punto, mi sono fatta coraggio e ho domandato alle amiche del Battello di presentarmi l’editor della narrativa per adulti, alla quale ho fatto leggere i due romanzi che, dopo cinque lunghi anni di lavoro, avevo finalmente concluso (“La Sposa Normanna” e “Il Cavaliere del Giglio”). Le sono piaciuti e l’avventura è proseguita…
A parte Costanza D’Altavilla, protagonista insieme a suo figlio de “La sposa normanna”, come mai ha scelto due personaggi così poco noti come Farinata degli Uberti e Caterina Dolfin?
In genere non scelgo i personaggi a priori, ma mi imbatto nelle loro storie mentre mi dedico ai miei studi e alle mie curiosità, che spaziano sempre in molti ambiti, a volte in modo anche disordinato. La vicenda di Farinata mi aveva colpito fin dai tempi del liceo, ma mi ha letteralmente conquistata mentre stavo studiando la Firenze dei tempi di Dante. Non potevo non raccontare una storia così ricca di forti passioni. Caterina Dolfin l’ho conosciuta mentre – pensa un po’ – leggevo un paio di libri su Eleonora Fonseca Pimentel, l’eroina della Repubblica Partenopea, la quale manteneva un’amicizia e uno stretto rapporto epistolare con una certa Caterina Dolfin, veneziana. “Deve trattarsi – mi sono subito detta – di una donna molto interessante e particolare, per suscitare l’ammirazione di una persona rigorosa e severa come Eleonora de Fonseca”. Sono andata a curiosare nelle sue vicende e sono stata conquistata da lei, dalla sua personalità così viva e attuale, e dalla sua storia. Non potevo non raccontarla.
Personalmente mi sono innamorata del piccolo Federico II e delle sue espressioni in dialetto palermitano. Come le è venuta l’idea di presentarlo in una veste così umana?
Non conoscevo neppure io quella parte della vita di Federico II e l’ho trovata così avvincente e insolita – profondamente umana, come tu affermi – che non potevo non narrarla! Non vi dico per documentarmi sul dialetto siciliano dei tempi di Federico!
Come mai questa passione per il Medioevo in maniera particolare?
Questa affermazione è vera solo in parte. Il Medioevo certamente esercita su di me una forte attrazione fin dai tempi del liceo, attraverso la letteratura. Tuttavia, quello che a me interessa non è la Storia – e dunque il periodo storico – ma le storie. Quando ne incontro una che mi avvince, mi appassiono anche al periodo in cui essa si è verificata. Basti pensare a “Lola nascerà a diciott’anni”, ambientato nella Milano degli anni della seconda guerra mondiale o a “L’amante del Doge”, ambientato a Venezia nella seconda metà del Settecento.
Quanto tempo e quante forze impiega per realizzare uno dei suoi romanzi storici?
I romanzi scritti fino a oggi mi hanno richiesto da un massimo di cinque anni (esatto!) a un minimo di due. Sono lenta, lo so… D’altro canto dedico moltissimo tempo ed energie a studiare a fondo il periodo in cui il libro è ambientato, non solo perché è un’attività che mi appassiona ma perché sono persuasa che solo una perfetta padronanza del periodo in tutti i suoi aspetti (avvenimenti storici, condizioni sociali, categorie di pensiero, usi, costumi, eccetera) può conferire alla narrazione e ai personaggi il necessario spessore, realismo e autenticità.
So che ha voluto mantenere il segreto circa la protagonista del suo prossimo romanzo che uscirà l’8 maggio, “La Reggina Irriverente”, ma dagli indizi ho ipotizzato che possa trattarsi di Caterina De Medici. Ho indovinato?
No, non si tratta di lei! In ogni caso, quando questa intervista verrà pubblicata, forse l’avrò già svelato sulla mia pagina di Facebook o sarò in procinto di farlo, dunque posso anticiparlo a te e ai tuoi lettori. “La Regina Irriverente” è… Alìenore d’Aquitania – o Eleonora, per usare il nome italiano, che io non uso mai nel mio libro – nipote di Guglielmo il Trovatore e due volte regina, prima di Francia e poi d’Inghilterra. Una donna passionale, di tempra indomabile (come suo nonno) e di grandissima modernità. Una di quelle icone che scavalcano il tempo con le loro idee rivoluzionarie e comportamenti inusuali, e che sono davvero in grado di incarnare un modello femminile valido per ogni epoca. Una vita avventurosissima, la sua, della quale io narro in questo romanzo solo una piccola parte, ovvero circa quindici anni.
Buona lettura a tutti e grazie di questa piacevole chiacchierata.
Grazie a lei.
Sara Prossomariti